Intrattenimento | 5 min
È venerdì sera a Hawkins nel 1985. Le luci al neon dello Starcourt Mall lampeggiano, ma un'ombra incombe sulla piccola città dell'Indiana. Il Sottosopra non è mai lontano... Stranger Things è molto più di una serie su mostri e superpoteri. È un'ode all'amicizia incrollabile («Friends don't lie»), al coraggio di fronte all'ignoto e alla nostalgia di un'epoca in cui l'avventura si viveva in bicicletta con il walkie-talkie in mano. In questo gruppo eterogeneo di eroi, ognuno ha il suo ruolo: il Mago potente, il Bardo ingegnoso, il Paladino protettore o il Ladro agile. E tu? Se fossi immerso/a nel mistero, chi saresti? La ragazza dai poteri psichici che impara a vivere? Il piccolo genio scientifico e diplomatico? Il «babysitter» eroico con la mazza chiodata? O la skater ribelle che nasconde le sue ferite? Questo test di personalità è stato ideato (forse dal Dr. Brenner in persona...) per analizzare le tue reazioni in situazioni di crisi. Prepara i tuoi waffle Egg...
Per approfondire Perché Stranger Things ci affascina così tanto? Al di là dei mostri in CGI e delle trame soprannaturali, la serie dei fratelli Duffer preme un tasto emotivo potente: la nostalgia. Ma non una nostalgia qualsiasi. È una nostalgia idealizzata di un'epoca (gli anni '80) in cui l'avventura si viveva fuori, in bicicletta, senza smartphone per geolocalizzare gli amici. È l'epoca dei walkie-talkie gracchianti, dei centri commerciali come luoghi di vita sociale, delle sale giochi al neon e delle videoteche. Questa estetica «Amblin» (dal nome della società di Spielberg), che mescola la meraviglia dell'infanzia e l'oscurità del mondo adulto, risuona profondamente in noi. Ci ricorda un'epoca in cui l'amicizia era una questione di sopravvivenza, in cui «una promessa è qualcosa che non si può infrangere». Il Sottosopra non è Il «Sottosopra» non è solo una dimensione parallela spaventosa piena di rampicanti e spore tossiche. È una materializzazione fisica delle nostre paure, dei nostri lutti irrisolti e dei nostri traumi. Vecna, il grande cattivo della stagione 4, non attacca le persone felici. Dà la caccia a chi si sente in colpa, a chi soffre in silenzio, a chi ha dei segreti. Ogni mostro della serie rappresenta una fase dell'adolescenza: il Demogorgone è la violenza bruta e animale della pubertà, il Mind Flayer è la perdita d'identità e il controllo di massa, e Vecna è la depressione e l'isolamento mentale. Sconfiggere questi mostri significa anche sconfiggere i propri demoni interiori. È per questo che la scena in cui Max sfugge a Vecna grazie alla musica di Kate Bush è diventata così iconica: simboleggia la scelta di vivere nonostante il dolore. La grande forza della La grande forza della serie è aver creato una «Found Family» (famiglia acquisita) in cui ogni «outcast» (emarginato) trova il suo posto. All'inizio della serie, nessuno è davvero al proprio posto: Mike è un nerd bullizzato, Eleven è u...
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